Fino al 2019 il comando e il controllo delle forze nucleari statunitensi dipendevano da un oggetto piatto, quadrato, largo otto pollici. Il Strategic Automated Command and Control System, il SACCS, erede della rete SACDIN, usava ancora floppy disk per conservare dati critici di comando, controllo e comunicazioni. Il computer era un IBM Series/1, una macchina degli anni Settanta.
Non è una battuta da museo. Il GAO, nel rapporto GAO-16-468 del 25 maggio 2016, lo descrive senza retorica: il sistema coordina le funzioni operative delle forze nucleari, tra missili intercontinentali, bombardieri e aerei cisterna, e gira su quell'hardware, con quei dischetti. Nel 2014 la trasmissione 60 Minutes della CBS aveva reso visibile ciò che i tecnici già sapevano.
L'antico come vantaggio
L'Air Force rispose che l'antico era anche un vantaggio: un sistema fuori rete è più difficile da violare. L'argomento non è stupido, ma è incompleto. Trasforma l'impossibilità di aggiornare in una teologia della sicurezza.
Intanto il GAO certificava il ritardo. L'aggiornamento dei supporti era previsto entro l'anno fiscale 2017 e i floppy restavano. I pezzi di ricambio non si trovavano più. Quando qualcosa si rompeva, si riparava: saldature, ore sotto il microscopio, civili che avevano ancora le mani per quel lavoro, programmatori arruolati che scrivevano il codice di una macchina nata prima di loro. Il dischetto da otto pollici non era più in produzione. La chiave del comando era già archeologia mentre il comando era ancora acceso.
La soglia cambia formato
Nel giugno 2019 i floppy sono stati ritirati. Al loro posto, ha dichiarato il comandante del 595th Strategic Communications Squadron, una soluzione di memoria digitale a stato solido altamente sicura. I Series/1 sono rimasti. Non si è sostituito il mondo: si è sostituito il supporto. La soglia non è sparita, ha cambiato formato.
Questo è un caso, non una metafora. Chi fosse arrivato dopo, senza il lettore, senza i saldatori, senza la catena di civili che riparano ciò che l'industria non fabbrica più, avrebbe trovato una sala di comando e un oggetto piatto, quadrato, illeggibile. Avrebbe potuto chiamarlo reliquia, amuleto, chiave. Non avrebbe sbagliato del tutto. Avrebbe soltanto perso il manuale.
La grammatica, non la sorpresa
Il punto non è ridicolizzare il Pentagono. Il punto è la grammatica. Un sistema vivo può essere già una rovina di formato: la potenza resta, la leggibilità se ne va prima. La sicurezza coincide per un tratto con l'incapacità di aggiornare. Poi il supporto sparisce, e con esso sparisce anche quella forma di sicurezza.
Resta la domanda che il nucleare aveva già posto e che il floppy rende concreta: sappiamo ancora spegnere e riaccendere ciò che abbiamo costruito, o sappiamo soltanto custodire un oggetto che un giorno nessuno saprà più inserire?
È il caso empirico attorno a cui ruota una parte del mio libro Reboot — Quando le civiltà dimenticano le proprie macchine, in arrivo.
Fonti: CBS 60 Minutes, 2014; U.S. Government Accountability Office, GAO-16-468, Information Technology: Federal Agencies Need to Address Aging Legacy Systems, 25 maggio 2016; ritiro dei floppy dal SACCS nel giugno 2019, dichiarato dal 595th Strategic Communications Squadron (Offutt) e ripreso da C4ISRNET e Ars Technica, ottobre 2019.